Piazza Vittorio Emanuele II

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Busto Arsizio

Premessa


La piazza Vittorio Emanuele II è la prima e più grande piazza al di fuori dell'ogiva del nucleo medioevale.

Ragione e protagonista della piazza è stata da sempre la presenza del palazzo Marliani - Cicogna, dimora dei conti Marliani, feudatari del borgo dal 1624. La piazza rappresentava sin da quell'epoca il fulcro della vita amministrativa della città.

Le modifiche del palazzo sicuramente contribuisco ad abbellire lo spazio pubblico; tra il 1624 ed il 1653 la casa rurale fu trasformata in residenza signorile, tra il 1730 e il 1740 si realizza il muro curvilineo del cortile e si rinnova il palazzo così come lo vediamo oggi.

All'epoca vi erano solo due vie che collegavano la piazza con il borgo. La prima era l'attuale via Tettamanti che conduceva alla piazza San Giovanni attraverso il quartiere Basega (Basilica), la seconda è la porta dei “Re Magi” che portava al quartiere Pessina (piscina) e Sciornago.

Non esistevano ne via Pozzi, ne via Borroni. La via Pozzi viene realizzata 1861 dividendo così le proprietà della Curia. Nel momento dell'Unità d'Italia il palazzo diventa sede degli uffici comunali.

Nel 1899 con la costruzione delle scuole Carducci, oggi liceo classico Daniele Crespi viene realizzata la strada parallela a via Pozzi, ovvero via Giosuè Carducci.

Solo nel 1936 viene realizzata via Borroni, per consentire l'accesso alla piazza da nord, verso l'espansione novecentesca della città. Con l'apertura della via prevista dal piano urbanistico dell'architetto Albertini viene demolita parzialmente l'ala orientale della villa.

Dopo essere stata dimora nobiliare, sede di uffici comunali e, dal 1918 al 1969, sede della Procura del Re, dal 1969 ospita la biblioteca alla quale, dal 1990, si affiancano le civiche raccolte d'arte.

La piazza si dotò di un monumento nel 1958. L'artista Enrico Manfrini realizzò e posizionò la sua opera dedicata ai caduti di fronte all'ingresso principale del palazzo. Il monumento appariva  come un oggetto estraneo alla storia della piazza, quindi secondo  l'auspicio dei tecnici della Soprintendenza per i beni archeologici e per il paesaggio di Milano si è provveduto allo spostamento in piazza Trento Trieste nel 2011.


Piazza Vittorio Emanuele II ha sempre avuto un intrinseco legame con il palazzo Marliani – Cicogna e le funzioni amministrative della città, negli ultimi decenni questo legame ha perso importanza Questa relazione tra l’edificio e lo spazio antistante è il punto più delicato del progetto.


Sono esigenze dell’Amministrazione Comunale quella che il progetto della nuova piazza valorizzi l'importanza del Palazzo Marliani - Cicogna e di rendere la piazza uno spazio di aggregazione sociale , pedonalizzandola e rendendola capace di assolvere alle funzione quotidiane di incontro, svago, sosta, riflessione, lettura, ristoro e dialogo.  Inoltre la nuova piazza deve poter ospitare manifestazioni pubbliche: concerti, proiezioni, feste ecc.

Lo spazio pubblico deve essere poi un luogo di rappresentanza del Comune. Particolarmente felice è la localizzazione di questo “spazio”, posizionato a nord del nucleo urbano di piazza san Giovanni, della quale deve diventare la naturale estensione dell'area pedonalizzata, anche se con caratteristiche proprie e differenti.

La piazza è un vuoto lasciato dalla città, dall’edificazione, che diventa luogo di incontro; tale spazio viene definito dagli edifici che lo delimitano. La nuova piazza deve necessariamente far sistema con l'area già pedonalizzata e con le funzioni culturali e comunali dislocate nelle immediate vicinanze. Quello spazio  deve essere quindi inteso come una parte di un sistema più esteso.

La finalità principale dell'intero progetto di riqualificazione è quello di rendere

Si vuole con il nuovo progetto della piazza dare risalto e centralità al Palazzo Marliani Cicogna, inoltre lo spazio pubblico è pensato e predisposto per poter ospitare degli eventi.

Il progetto della piazza si propone di distinguere nettamente la parte in cui rimarrà consentito il traffico veicolare dalla parte in cui sarà consentito solo la percorrenza pedonale ed eventualmente quella di emergenza. Queste due parti oltre ad essere distinte saranno anche schermate; vi saranno delle alberature e delle aiuole che faranno da barriera.

Si propone una pavimentazione che da centralità al Palazzo Marliani Cicogna e che risarcisca idealmente il palazzo di quell'ala venuta a mancare all'apertura di via Borroni.  Il disegno del “monte” di fronte al muro curvilineo del cortile prende ispirazione da foto d'epoca in cui è percepibile che l'ingresso al palazzo è posizionato nella parte più alta della piazza; anche oggi sulla scorta di un rilievo altimetrico è cosi, come un tempo, ma non è assolutamente percepibile. Il disegno della pietra enfatizza questa lettura e al tempo stesso specchia e reinterpreta la sagoma del cortile interno.

Si propone a fianco del “monte” la messa a dimora di un albero; un Olmo adulto. Questo albero ripete semanticamente la relazione del palazzo con il suo cortile, come una proporzione, l'albero trova il proprio corrispettivo nel “monte”. Il rapporto tra palazzo e cortile è metafisico, quello tra albero e monte è romantico.

L'olmo, essenza presente in tutta l'Europa centrale, è simbolicamente l'albero del buon giudizio è l'albero .

In piazza Vittorio Emanuele II di certo non servirà a questo ma potrebbe accogliere volentieri incontri e dialoghi protetti dalla sua ombra, oppure, seduti sulle vicine panchine consentire il controllo dei piccoli che giocano nella piazza.

Richiamo ludico sono i due giochi d'acqua, simmetrici rispetto all'ingresso del palazzo.

Rimane il mio rammarico di non aver avuto la possibilità di poter seguire i lavori nella fase di realizzazione.

Ad oggi i lavori non sono completamente terminati.

project team

Paolo Carlesso

Project

Roberto Torresan

Project

ing. Tommasino Grippo

Direttore dei Lavori